Giovanni Allevi

13 dita

  • Il nuotatore

    1
  • Parole

    2
  • Cassetto

    3
  • Scherzo n.1

    4
  • Room 108

    5
  • Sogno di Bach

    6
  • Improvviso n.1

    7
  • Facoltà di filosofia

    8
  • Toccata in 10/16

    9
  • Japan

    10
  • Volo sul mondo

    11
  • Anelli

    12
  • Stella

    13
  • Carta e penna

    14
  • L'ape e il fiore

    15

“13 dita”, contenente 15 composizioni per piano solo, esce il 12 settembre 1997 per l’etichetta Soleluna.

GIOVANNI ALLEVI e JOVANOTTI RACCONTANO “13 DITA”

Giovanni racconta così “13 dita”:

“Il Cd 13 dita è l’evento di svolta della mia vita; prima della sua pubblicazione me ne stavo buono in una piccola città di provincia, facevo concerti di musica classica e scrivevo per pianoforte senza la più pallida idea di cosa fosse registrare un cd o di cosa fosse fare il compositore, respirare la contemporaneità o vivere di creatività.
Tutto è accaduto all’improvviso: l’incontro con Jovanotti, tre giorni di studio di registrazione a Milano, il profumo del pianoforte dei miei sogni, il parquet dello studio, il live al Palaeur e al Forum; per non parlare dell’emozione della pubblicazione e la sensazione che qualcosa di mio fosse in giro per il mondo. Dopo 13 dita non sono stato più lo stesso: il destino mi ha costretto a “levare le tende” per essere sempre in viaggio, verso un’esistenza sul filo del rasoio, attento a ciò che l’arte comunica e alla sua ragione di essere con l’impegno di scrivere sempre nuova musica fresca vivace ed attuale.” –

Jovanotti, fondatore dell’etichetta Soleluna e produttore dell’album, racconta così 13 dita:

“Un giorno Saturnino mi parlò di un pianista che gli aveva dato una cassetta di pezzi composti per solo piano a coda. Siccome mi interessa sempre conoscere musicisti freschi da poter inserire nei miei dischi o da portare in tour, ascoltai quel nastro e così feci la mia prima “Giovanni Allevi experience”. Trovai bellissimo che ci fosse un musicista di ventidue anni che non aveva l’ambizione di suonare con un gruppo di moda o di mostrare la sua abilità nell’improvvisazione e nella possibilità di passare da un solo jazz a un intervento funky a un accompagnamento pop senza il minimo problema, ma che volesse suonare la sua musica, da lui composta, e che lo volesse fare senza compromessi. Prima del mio concerto al Palaeur di Roma, Giovanni Allevi salì sul palco davanti a dodicimila ragazzi che aspettavano tutt’altro e suonò venti minuti da solo con il suo piano a coda e lì ebbi la conferma che quando c’è qualità, bravura e cuore non si discute, i ragazzi impazzirono per lui, era riuscito a portarli in viaggio, a fargli vivere un’esperienza nuova per i loro sensi, proprio come aveva fatto con me la prima volta che ne sentii il suono. Non so che musica suoni Giovanni Allevi, non so se si chiama musica contemporanea o in che altro modo, e sinceramente non me ne frega proprio niente. Per me in questo disco c’è adrenalina pura, ci sono esplosioni ormonali, storie di sesso e di masturbazioni, di allegria e di amore, storie di anni passati ad ascoltare e a studiare i grandi musicisti, ad afferrare la tecnica perché la fantasia se ne potesse servire. Insomma qui c’è un musicista e la sua musica, senza nessuna mediazione, c’è uno che si spacca le mani sul pianoforte, c’è il piano e il forte.
Buon ascolto.”
Jovanotti