Giovanni Allevi

Piano Solo Tour 2015

SCOPRI BOLOGNA – a cura di Touring Editore

L’atmosfera che si respira fin dai primi passi riporta il pensiero alle cascine d’un tempo, ai mattoni a vista e alle calde tonalità di pareti impregnate dell’odore delle loro cucine.

 

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Aperti per Voi – Bologna

 

La città di Bologna

Bologna, alle pendici degli Appennini e porta d’ingresso sulla pianura padana, si presenta come una matrona, avvolgente e protettiva sotto i suoi portici, i più lunghi d’Italia e del mondo, che proteggono chi passeggia, senza per questo privarlo dello sguardo su strade e viali. Nota per la sua Università (l’Alma Mater Studiorum è la più antica d’Europa con Parigi), la “Dotta” vive di incontri, cultura e iniziative, anche grazie ai numerosi studenti che la popolano. Di rado è citata tra le maggiori città d’arte del Belpaese, ed è un torto.

Romana e altomedievale, cresciuta su pianta quadrangolare, si dimostra invece un unicum da riscoprire nella sua trama edilizia e nelle sue prospettive architettoniche. Percepire Bologna è girovagare a piedi e lasciarsi catturare dai monumenti che ne raccontano la storia. Si parte da piazza Maggiore, centro nevralgico della città, e dall’imponente basilica di S. Petronio, simbolo di appartenenza civica e libertà comunale, che domina il paesaggio urbano e accoglie il visitatore con le sue ampie e luminose navate. Poco distanti compaiono le Due Torri, quella degli Asinelli con i suoi 498 gradini e torre Garisenda, detta la “mozza”, entrambe del XII secolo. Percorrendo via S. Stefano si raggiungono le tre chiese dell’omonimo complesso, la chiesa del Crocifisso, quella di S. Sepolcro e quella dei Ss. Vitale e Agricola, edifici sacri ristrutturati nel X e XI secolo a imitazione dei santuari gerosolimitani. Poco più in là si incontra l’Archiginnasio, sede della biblioteca comunale e, all’interno, è interessante il Teatro Anatomico, aula allestita in legno d’abete, decorata dalle statue di dodici famosi medici e venti celebri anatomisti. Seguendo via Oberdan si guadagna la Montagnola, collina artificiale convertita nel parco che ospita un mercato animato dai colori del mondo.

Gli stessi colori che si ritrovano in via Zamboni, la strada degli studenti in bicicletta, delle facoltà universitarie, dei bar e dei locali del divertimento. Un tempo teatro di propaganda politica, oggi è simbolo di una città che non è più provincia, ma crocevia di culture che si incontrano da ogni latitudine.

Tra i musei, da non perdere sono il Museo civico archeologico, il Museo civico medievale e il MAMbo-Museo d’Arte moderna di Bologna. Il primo ha sede nell’ex ospedale quattrocentesco di S. Maria della Morte, il secondo nel maestoso palazzo Ghisilardi-Fava e il terzo nel complesso dell’ex forno del pane di via Don Minzoni.

Bologna poi è detta anche “la Grassa” per un’altrettanto storica inclinazione ai piaceri della forchetta. L’appellativo «alla bolognese» è diventato in tutto il mondo sinonimo di ricchezza di sapore e di generosità nel condimento. La pasta all’uovo, dalla tagliatella, alla lasagna o al tortellino, è la bandiera gastronomica del luogo, e il ragù è l’inno che la saluta degnamente. Poi ci sono le “pizzicherie”, con una ricchezza di prodotti tipici della buona tavola locale, come la mortadella, il pan speziale, i vini dei colli bolognesi.