Giovanni Allevi

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16/11/2014 – Krefeld (Germania) – Prima esecuzione assoluta della “Toccata, Canzone e Fuga in Re Maggiore”

Il M° Giovanni Allevi, dopo aver annunciato attraverso i suoi account social ufficiali la composizione di una TOCCATA, CANZONE E FUGA in Re Maggiore per Organo a Canne, ne conferma la Prima esecuzione assoluta per il 16 Novembre 2014 presso la Alte Kirche di Krefeld.

Di seguito tutti i dettagli dell’evento:

TOCCATA, CANZONE E FUGA in Re Maggiore per Organo a Canne, di Giovanni Allevi
Organista: M° Carlo Maria Barile Alte Kirche, Krefeld (Germania) 16.11.2014 | 16:30 h

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Il M° Giovanni Allevi ha voluto raccontare a poco a poco la nascita di questo brano attraverso la pubblicazione del carteggio con Carlo Maria Barile:

Il 28 ottobre 2012 ho ricevuto poche righe da un giovane virtuoso dell’Organo a Canne:

Mi permetto di chiamarti per nome…
hai mai composto o magari pensato di comporre della musica per organo a canne?
Con affetto
Carlo M. Barile

Gli ho risposto subito:

Caro Carlo, mi ha sempre spaventato l’organo a canne. L’ho sfiorato” durante il corso di composizione, e tanto mi è bastato per capire che bisogna avere una mente superiore ed un controllo assoluto per avvicinarsi ad uno strumento così imponente…in realtà ho provato a trascrivere per organo un mio brano del ’97, ma davvero, mi sembrava di profanare una sacralità intoccabile.
Comunque …grazie per avermi scritto!
Giovanni

Carlo mi risponde con parole toccanti:

Carissimo,
questa tua risposta quasi immediata mi fa profondamente piacere. Da un certo punto di vista hai ragione: spesso mi capita di chiedermi, quando mi siedo all’organo, se io sia degno di tanta imponenza, ma da un altro lato, penso che io nel mio piccolo siedo a quello strumento poiché probabilmente Qualcuno lassù lo vuole e naturalmente lo stesso vale per te, nel tuo grande universo.
Se posso permettermi, però, potresti provare a pensare a qualcosa per l’organo, strumento umanamente divino e divinamente umano; esso è capace di gioia, dolore, dolcezza, potenza, ragione, rabbia, paura, spiritualità, amore, proprio come noi umani e, nello stesso tempo, può elevarci a Dio.
Un abbraccio affettuoso.
Ciao
Carlo
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Dal Diario di Giovanni:
“Ero su un traghetto che mi portava in Sicilia, rapito dal blu elettrico del mare, un colore così intenso che non ho mai visto altrove. Il vento forte alimentava gli spruzzi, e il cielo, limpido più che mai, era irresistibile.
Per diversi minuti, lo spettacolo che avevo davanti ha annullato ogni mio pensiero.
Poi, senza alcun preavviso, è letteralmente piombata nella mia mente questa musica per Organo a canne, forte e decisa.
Avrei voluto ringraziare Dio per la magnificenza che avevo intorno, per la Natura prepotentemente bella, che mi si offriva senza chiedere nulla in cambio.
Ora potevo farlo, attraverso le note di uno strumento divinamente umano, umanamente divino!”

4 marzo 2013
Caro Carlo,
ti scrivo con tutta l’umiltà, perché non è facile accostarsi ad uno strumento dalla storia imponente, ed anche avvicinarsi al tuo straordinario talento.
Ma volevo dirti che proprio stamattina ho concluso la composizione di una toccata per Organo, a te dedicata, ispirato anche dalle bellissime parole che mi hai donato e che da allora hanno lasciato il segno.
Ora devo fare alcuni ritocchi allo spartito e poi vorrei mandartelo per sapere cosa ne pensi e magari avere un giorno l’onore di ascoltarla da te eseguita per la prima volta.
È un’esplosione di felicità!
Un abbraccio
Giovanni
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12 marzo 2013
Carissimo Giovanni,
come promesso, ho “divorato” la tua toccata. E’ davvero bella!…
Carlo

23 marzo 2013
…c’è una sfida che mi attende, mi solletica e mi spaventa al tempo stesso.
Vorrei che a questa toccata seguisse una Fuga. Vediamo!
Giovanni

25 marzo 2013
…l’idea di una fuga in aggiunta è mirabile. Vedo la tua idea prendere vita giorno per giorno e mi fa piacere questo tuo entusiasmo, senza dubbio reciproco; spero di fare in modo quanto prima che tu ascolti all’organo la tua nuova creazione. Sarà un piacere immenso.
Carlo
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Dal Diario di Giovanni:

“In una Fuga, tutto parte dal Soggetto, una breve melodia senza alcun accompagnamento. Il Soggetto è come un virus, che con la sua identità, condiziona ogni particolare della più complessa forma musicale che ci sia. Al conservatorio dicevano che la Fuga è una forma ormai obsoleta: non ci ho mai creduto. Le forme musicali sono eterne, come gli archetipi Junghiani. Se avessi trovato un Soggetto ritmico/contemporaneo, tutta la Fuga ne sarebbe stata contagiata.
Ma come fare a mettere le mani su una forma portata da J.S.Bach a livelli eccelsi? Scriverla è stata un tormento. Non solo ho passato nottate insonni, ma addirittura ho avuto crampi alle gambe e mal di testa! Il mio stesso corpo si opponeva al gesto sacrilego che comunque dovevo compiere. Che ero chiamato a compiere! Nonostante ciò, la musica mi investiva come un fiume in piena, tuttavia era strano per me ascoltare in testa una Fuga con quella ritmica.
Poi è arrivata l’ebbrezza, la gioia incontenibile che nessuno stupefacente sarebbe stato in grado di offrirmi.
Tutta la Fuga, nelle sue 4 voci, ha iniziato a girare da sola come un planetario e nel culmine della sua solarità, ho avuto un’intuizione: sarebbe sprofondata nel buio più angoscioso, prima di ritrovare la luce del finale.
Infatti, dopo la luminosa coda in Re maggiore, irrompe la gelida dodecafonia. Ho iniziato a ricevere delle suggestioni mistiche, immaginando Cristo che viene tolto dalla croce, nel momento più cupo della storia del mondo. Lui, simbolo della solitudine e della sofferenza che tutti siamo portati a vivere.
Ma da quel pozzo nero esplode finalmente una luce, la più potente, che non sarebbe tanto forte, se non irrompesse dal buio! La Sua definitiva glorificazione.
Ecco Signore la mia preghiera per Te: è la musica dell’essere più piccolo di questa terra, la musica con cui spero di aver onorato il compito che mi è stato affidato.”
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22 aprile 2013
Ciao Giovanni,
questa fuga è favolosa! Sono impaziente di eseguirla…
Ti abbraccio.
Complimenti, come sempre.
Carlo

3 maggio 2013
Caro amico Carlo, scusa il ritardo con cui ti rispondo. Volevo ringraziarti davvero con tutto il cuore per l’entusiasmo che emana dalle tue parole.
È la prima volta che un interprete dal talento eccezionale mi chiede di scrivere qualcosa per lui. Ed io, onorato dalla richiesta, ho cercato di infondere in quelle note tutta la mia gioia di vivere.
Sono convinto che quando le nostre azioni nascono dalla passione, generano delle conseguenze positive anche impensabili.
Grazie ancora Carlo, sarà bellissimo ascoltare quelle note attraverso le tue dita!
In attesa di vederci saluto te e la tua famiglia con grande affetto.
Giovanni